Il Turismo Responsabile secondo VeM

il turismo responsabile

 

Tornare a casa da un viaggio, riguardare le foto ed insieme ad un gruppo di amici saper raccontare loro le storie che ci sono dietro i volti immortalati.

Che sia questo il turismo responsabile ? Il viaggio che oltre ad essere movimento che ci allontana da stanchezze e sicurezze si trasforma in un momento di incontro. Mettersi in gioco nelle relazioni è una costante della nostra quotidianità, ma quando a frapporsi sono una diversa lingua e cultura il gioco si può fare ancora più interessante.

Il turismo responsabile può diventare un atto del semplice uscire dalla porta di casa e mettersi in ascolto di ciò che ci capita intorno o può voler dire recarsi in aeroporto e prendere un mezzo che ci porterà a migliaia di chilometri di distanza. Quello che conta è il mettersi nelle predisposizione d’animo giusta per incontrare le storie, i volti, le situazioni che si affacciano sul nostro cammino.

Il lato umano può incontrare il contesto economico delle realtà visitata. Dormire in piccole strutture a gestione familiare, usufruire di guide locali, mangiare cibo del posto, visitare progetti sociali, muoversi con i mezzi pubblici, sono alcuni piccoli ingredienti che fanno del turismo responsabile un’esperienza economicamente vantaggiosa per il tessuto sociale del paese visitato.

Fermarsi ad ascoltare e rallentare un poco la voracità del turismo mordi e fuggi a cui ci stanno abituando, può essere tremendamente interessante ed arricchente.

Il turismo responsabile è capace di guardare le bellezze dei luoghi visitati anche se noti e frequentati dal turismo tradizionale, ma sa anche guardare al piccolo, al paesaggio costruito intorno alle storie della gente, capaci come per incanto di trasformare l’esperienza visiva in un’esperienza emotiva.

La visita ai progetti rappresenta il momento più significativo del viaggio. Grazie ai mediatori locali è possibile costruire un ponte di dialogo e comunicazione da cui spesso scaturiscono scambi di opinioni e di visioni del mondo estremamente interessanti. Ricordo che in un villaggio indiano una donna si animò affermando che lei cucinava grazie allo sterco di mucca essiccato e la sua curiosità nei nostri confronti si focalizzò su qual era il nostro modo di cucinare.

Muoversi in gruppi piccoli di 8 massimo 10 persone può essere un buon modo per osservare e vivere in modo rispettoso un luogo che non si conosce. Il viaggio crea così un altro viaggio, quello dell’incontro con persone che non si conoscevano e con le quali ci si trova a condividere tutto per un paio di settimane. Anche in questo caso a mettersi in gioco è la nostra disponibilità all’ascolto ed all’incontro con il nuovo, il diverso da quello che riteniamo di essere.

Il commercio equo e solidale è stato un ingrediente essenziale alla nascita del turismo responsabile, molti consumatori hanno iniziato, spinti dalla curiosità, a voler conoscere chi c’era dall’altra parte, e la visita ai progetti di comes è diventata una pratica diffusa e coinvolgente.

Una foto con un volto e la capacità di andare al di la dell’immagine e saper raccontare la storia che si cela dietro quel viso, quegli occhi….

 

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