Bambino quando

Quando sei bambino sei un quando.
Quando sei bambino sei esploratore dell’intorno e vai verso tutti i confini che vuoi oltrepassare.
Quando cammini e i tuoi piedi bambini si spostano verso il centro del sentiero, i lati sono confini e ombre e la paura del vuoto intorno si riempie di coraggio ad ogni avanzare.
Quando i tuoi occhi incrociano le ali del falco lassù che volta verso basso e guardi quel volteggiare libero che va dove vola l’aria e il vento appoggia il suo alito nelle piume.
Quando le tue guance rosse accarezzano l’aria fresca del nuovo giorno e ti alzi scoprendo un altro sole
e il mattino che ti saluta porta le nuove cose che scoprirai nel viaggio.
Quando bevi l’acqua tra i sassi bagnati e senti la radice della montagna dentro te che disseta la tua voglia del sapore che ha
e poi metti la lingua tra il rivolo che scende tra un alito di corsa e chiudendo gli occhi senti il profumo del muschio.
Quando corri nell’erba alta e le spighe tagliano la parte di campo che non vedi e avanzi verso un pentagramma di fiori,
nelle nuvole di polline farfalle e grilli si alzano accompagnando la fantasia a mezz’aria che vede ali di libertà
Quando corri e corri ancora e il sudore scende tra le rughe che non hai, i capelli ballano mentre sobbalzi e tutto si scompone
ti sdrai nello schiacciare del grano e rotoli, con i denti che serrano il gambo di un fiordaliso.
Quando stanco ti siedi sul riposare di un ceppo vecchio e aspetti la carezza della mamma che comunque è sempre li
anche se da lontano sai che in questo crescere sei solo davanti al superare degli ostacoli.
Quando una valle, un monte o una pianura sono scacchiere dove la pedina più bella sei tu perché ti muovi senza che nessuno sposti il tuo piedistallo.
Quando cammini verso quei crinali senza confini, allora sei tu bambino uomo di domani, che cammini perché vuoi andare avanti.
Che cammini perché andare avanti è camminare sempre anche stando fermi respirando l’aria di una nebbia o rugiada che sia.
Che cammini perché il mondo si muove e se stai fermo scendi dall’altra parte della luna dove non si vede niente.
Che cammini perché la compagnia più bella è avere amici che con te condividono il sapore del conoscere.
Che cammini perché camminare è leggere e scrivere, camminare è studiare la vita. Capire il mondo.
E quando cresci sarai uomo in movimento e saprai il sale della vita che ancora è li che ti chiede se ti è piaciuto l’amaro che ti lascia oppure la dolcezza della carezza che sa darti quella presuntuosa di una vita che ti porta sempre con se nel camminare dell’età.
Quando avrai camminato abbastanza per poterti fermare ti volti indietro e sei quel bambino cresciuto ma che non ha lasciato mai la mano della mamma.
Quando hai camminato verso le cose dentro, e dentro alle cose che intorno ti verranno incontro…
allora bambino sai che quelli come te, come noi hanno un paio d’ali che li porta sempre sopra le nuvole e della realtà e spaziano in quel lembo di cielo dove i sogni diventano belli e si possono toccare.
Quando le tue mani sentiranno la bellezza di abbracciare l’amore in un bacio e le tue labbra toccheranno il cuore che batte per te
tu bambino ormai grande sarai sempre quella nuvola di sogni
con gli occhi grandi
con gli occhi umidi
con gli occhi lucenti
perché i sogni sono in cammino
i sogni sono un cammino
che tra realtà e cielo si mettono li, in quell’angolo del desiderio che si chiama Libertà

Massimo Montanari

 

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