Ultime notizie prima del festival!

Ci siamo, il festival sta per iniziare. Tutto confermato, anche se le previsioni del tempo parlano di un sabato nuvoloso e di una domenica con possibili piogge. Il viaggiatore, la famiglia in movimento, non si fanno fermare dalla pioggia, perché la pioggia fa parte dell’avventura del viaggio stesso. Quindi vi aspettiamo numerosi!

E poi ci sono spazi coperti, nella struttura della Cordata. I laboratori con gli asini si terranno anche in caso di pioggia, non dentro l’auditorium della Cordata, ovviamente, ma sotto i gazebo, Massimo Montanari non si fa fermare da niente!

Comunque vada è già un successo. E’ la prima volta che in Italia si parla di questo tema in un festival dedicato, era ora! E l’interesse di giornali, radio, web e blog c’è stato.

L’invito è: veniteci a trovare al festival, e viaggiate, con la vostra famiglia, perchè viaggiare fa bene alle famiglie!

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Frammenti di trekking bambino

Racconto allegro di Massimo Montanari

Sono le 7 di mattina non è certo prestissimo; tuttavia poi, neanche tardi.
Il sole è alto perché è estate. Ma ancora un po’ assonnato poiché anche lui non è proprio che sia alto sopra il crinale.
Tu comunque stai ancora in quel limbo di giornata che volge al rilassamento prima di iniziare a erigerti e affrontare il mondo anche oggi. Almeno il tuo di mondi ha ancora da chiederti nome e cognome.
Un urlo irrigidisce il prato e la tua tenda sobbalza!
I bambini sono già svegli che di per sé non sarebbe male visto che bisogna prepararsi.
Ma i bambini oltre che svegli sono già li che corrono tra tende e materiale del campo.
Anche gli asini nel loro sicuro recinto stanno a guardare e faticano a capire perché quei piccoli zanzaroni a due gambe saltano e urlano in uno spreco di energie oltre misura.
Ti alzi.
Maledici il mondo che corre. In un modo o nell’altro corre. Ma non corre (piano) come vorresti tu, che sei sul binario di quell’andazzo che vorresti riservato all’essenza di un lento posare.
Esci dalla tenda e prima del primo respiro, lì fuori hai un’orda di bocche spalancate che ti guardano urlanti, strillanti, vocianti, casinanti e petulanti. Continua a leggere

Bambino quando

Quando sei bambino sei un quando.
Quando sei bambino sei esploratore dell’intorno e vai verso tutti i confini che vuoi oltrepassare.
Quando cammini e i tuoi piedi bambini si spostano verso il centro del sentiero, i lati sono confini e ombre e la paura del vuoto intorno si riempie di coraggio ad ogni avanzare.
Quando i tuoi occhi incrociano le ali del falco lassù che volta verso basso e guardi quel volteggiare libero che va dove vola l’aria e il vento appoggia il suo alito nelle piume.
Quando le tue guance rosse accarezzano l’aria fresca del nuovo giorno e ti alzi scoprendo un altro sole
e il mattino che ti saluta porta le nuove cose che scoprirai nel viaggio.
Continua a leggere

Racconto di Enrico Brizzi

Pubblichiamo anche su questo blog il racconto inedito che lo scrittore Enrico Brizzi ha scritto per la Compagnia dei Cammini, dal titolo “Nino, Sophie e la Banda delle Calze Rosa”.

Il tema centrale del racconto è in tema con il nostro festival. Il cammino è un momento importante per rinsaldare i rapporti familiari, e quale momento migliore, il cammino, in cui corpo e animo sono in armonia, per rivelare segreti importanti ai nostri bambini?

Uno spunto di riflessione: ecco il racconto

Enrico Brizzi in cammino con famiglia e asinelli

Enrico Brizzi in cammino con famiglia e asinelli

Il Turismo Responsabile secondo VeM

il turismo responsabile

 

Tornare a casa da un viaggio, riguardare le foto ed insieme ad un gruppo di amici saper raccontare loro le storie che ci sono dietro i volti immortalati.

Che sia questo il turismo responsabile ? Il viaggio che oltre ad essere movimento che ci allontana da stanchezze e sicurezze si trasforma in un momento di incontro. Mettersi in gioco nelle relazioni è una costante della nostra quotidianità, ma quando a frapporsi sono una diversa lingua e cultura il gioco si può fare ancora più interessante.

Il turismo responsabile può diventare un atto del semplice uscire dalla porta di casa e mettersi in ascolto di ciò che ci capita intorno o può voler dire recarsi in aeroporto e prendere un mezzo che ci porterà a migliaia di chilometri di distanza. Quello che conta è il mettersi nelle predisposizione d’animo giusta per incontrare le storie, i volti, le situazioni che si affacciano sul nostro cammino.

Il lato umano può incontrare il contesto economico delle realtà visitata. Dormire in piccole strutture a gestione familiare, usufruire di guide locali, mangiare cibo del posto, visitare progetti sociali, muoversi con i mezzi pubblici, sono alcuni piccoli ingredienti che fanno del turismo responsabile un’esperienza economicamente vantaggiosa per il tessuto sociale del paese visitato.

Fermarsi ad ascoltare e rallentare un poco la voracità del turismo mordi e fuggi a cui ci stanno abituando, può essere tremendamente interessante ed arricchente.

Il turismo responsabile è capace di guardare le bellezze dei luoghi visitati anche se noti e frequentati dal turismo tradizionale, ma sa anche guardare al piccolo, al paesaggio costruito intorno alle storie della gente, capaci come per incanto di trasformare l’esperienza visiva in un’esperienza emotiva.

La visita ai progetti rappresenta il momento più significativo del viaggio. Grazie ai mediatori locali è possibile costruire un ponte di dialogo e comunicazione da cui spesso scaturiscono scambi di opinioni e di visioni del mondo estremamente interessanti. Ricordo che in un villaggio indiano una donna si animò affermando che lei cucinava grazie allo sterco di mucca essiccato e la sua curiosità nei nostri confronti si focalizzò su qual era il nostro modo di cucinare.

Muoversi in gruppi piccoli di 8 massimo 10 persone può essere un buon modo per osservare e vivere in modo rispettoso un luogo che non si conosce. Il viaggio crea così un altro viaggio, quello dell’incontro con persone che non si conoscevano e con le quali ci si trova a condividere tutto per un paio di settimane. Anche in questo caso a mettersi in gioco è la nostra disponibilità all’ascolto ed all’incontro con il nuovo, il diverso da quello che riteniamo di essere.

Il commercio equo e solidale è stato un ingrediente essenziale alla nascita del turismo responsabile, molti consumatori hanno iniziato, spinti dalla curiosità, a voler conoscere chi c’era dall’altra parte, e la visita ai progetti di comes è diventata una pratica diffusa e coinvolgente.

Una foto con un volto e la capacità di andare al di la dell’immagine e saper raccontare la storia che si cela dietro quel viso, quegli occhi….